Si chiamano tatuaggi gentili, e li ha sviluppati fieramente Lucille Ninivaggi, una artista molto nota nel settore della body art, recentemente in grado di inaugurare il suo nuovo meraviglioso Tattoo & Hair Salon, aperto in un vecchio cortile milanese vicino alla Darsena unitamente ad altri tre soci. Un luogo ideale, evidentemente, per poter dare sfoggio alla propria passione e alla propria professionalità, e dove sono nati e sviluppati i suoi tatuaggi gentili. Ma di cosa si tratta? Vanity Fair ha intervistato Lucille in un interessante confronto dal quale sono emerse diverse informazioni di rilievo.
I tatuaggi gentili
In primo luogo, l’artista rivela che ha chiamato questi tattoo come gentili poiché ritiene che nella vita la gentilezza sia fondamentale, rappresentando il rispetto, l’ascoltare, il non parlare sugli altri, l’educazione, un sorriso che può accompagnare un gesto, “le mani che fanno capire tutto”.
Insomma, un concetto da scoprire e da valorizzare, anche attraverso dei tatuaggi che possano trasmettere emozioni e sensazioni.
A proposito di ciò, Lucille afferma come nei propri tatuaggi vi sia un “sottofondo di nostalgia”, qualcosa che “mi trascino dal mio passato non facilissimo”. Una sensazione che appare più evidente nel momento in cui la stilista disegna “un abbraccio tra mamma e figlia o quando tratteggio un cuore che non è mai perfettamente felice”.
Anche per questo motivo, la palette cromatica utilizzata è – naturalmente – gentile, mai urlata, con tinte polverose e un po’ malinconiche come il rosa antico, il giallo ocra, il verde bosco.
La treccia
L’intervista di Vanity Fair si sofferma poi brevemente sul fatto che molte delle signorine disegnate portino la treccia. Una scelta non certo casuale, che Lucille afferma essere dovuto dal fatto che si tratta di un gesto che ha sempre esercitato un certo fascino, quello di intrecciare i capelli. “Adesso ho un caschetto con la frangia, ma quando ero piccola mia madre mi faceva le trecce e spesso erano anche storte” – rammenta.
Come viene realizzato un disegno
Infine, dall’intervista emerge la “genesi” del tatuaggio, con l’ispirazione che di solito arriva quando si è soli nella stanza. Ma non sempre: “se per esempio la richiesta di un tatuaggio mi arriva tramite mail, ho la necessità di sentire subito la voce di chi mi ha scritto” – sottolinea Lucille – è un momento importantissimo questo per capire quale sarà la storia del tatuaggio che andrà a schizzare”.
Detto ciò, non possiamo naturalmente che prendere spunto da queste poche righe per poter formulare un consiglio che più volte abbiamo avuto modo di rammentare in queste pagine con particolare passione: quando avete intenzione di realizzare un bel tatuaggio sulla vostra pelle, diventa fondamentale condividere i vostri pensieri e le vostre riflessioni con un bravo tatuatore che possa suggerirvi il da farsi.
Il tatuatore non potrà naturalmente consigliarvi che cosa dovete tatuare, ma potrà comunque condividere con voi le migliori riflessioni sui pro e sui contro del modello che avete scelto, e su tutte le tecniche che possono essere utilizzate per poter realizzare il vostro tattoo dei sogni.
Ancora prima, cercate di arrivare all’incontro con il tatuatore con le idee sufficientemente chiare. Cercate cioè di predisporre una personale bozza del tatuaggio che vorreste adottare su di voi e cercate di prendervi tutto il tempo necessario per poter compiere una scelta oculata.
Fatto ciò, potete individuare un buon tatuatore al quale fare affidamento e con il quale compiere qualche riflessione più approfondita. Anche in questo caso, non abbiate fretta: potrebbe anche essere una buona abitudine quella di consultare 2-3 professionisti del settore, al termine di questo confronto, effettuare la vostra migliore scelta.
